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Quando la Musica diventa Poesia – “Di Gregorio & Manzi Live Trio”

By / Riccardo Conte / 0

Urbino Jazz Club non è luogo per musicisti. Ed ecco: sul palco Daniele Di Gregorio al vibrafono ed al malletkat, Massimo Manzi alla batteria, accompagnati dal contrabbasso di Giacomo Dominici. Un evento come pochi che ha segnato un punto di svolta per la giovane associazione di Urbino. Come descriverli? Quale impronta hanno lasciato tra quelle mura, tra le nostre mura?
Le parole, talvolta, non bastano. Non esistono idee, emozioni standard che descrivano qualcosa di profondo e ne diano un significato ben preciso. Cosi, in egual modo, il jazz non è soltanto jazz. E’ una porta che volge, apre nuovi orizzonti, nuove visioni. La bellezza di questa cultura nata nei primi anni del ‘900 a New Orleansè andata via via sempre più sviluppandosi fino ad incanalarsi nel mondo e nell’evo moderno, tenendo ben stretta sempre quella magia dell’improvvisazione: partendo da un substrato che comprende(va) forme popolari del blues, ragtime, degli spiritual e della musica bandistica, oggi, come ieri, è sempre stata vera e propria “musica per musicisti”. Personalmente, per poeti del jazz. Affermazione, forse contestabile, ma pienamente confermata dal Trio con Di Gregorio e Manzi. La sala traboccante, un’atmosfera lucida, adornata da una tenue luce rossastra. E così, nel susseguirsi di quelle note perfettamente scandite dalla timbrica della Marimba, punto focale della loro opera, si sono esibiti tre grandi artisti di fama internazionale tenendo a freno dolori, pensieri, vocaboli di una platea in visibilio. È questa la vera arte, la vera poesia: dare speranza, regalare emozioni, destare riflessione, cogliere la bellezza e farla fluire: sfociare direttamente verso l’animo dell’uomo. Bisogna riuscire a scandirla perfettamente perché ogni vita è ritmo, ha un ritmo. Non esista bellezza che non possa figurare in questa percezione di colori, parole e note. Note nate da una lunga carriera artistica. Musicisti, questi, tra i più accreditati e riconosciuti del territorio marchigiano con un passato esaustivo, ricco di numerose incisioni e collaborazioni live. Fra le intese con Di Gregorio troviamo Giorgio Gaslini e Paolo Conte (di cui è attualmente batterista e percussionista). In passato ha avuto collaborazioni con altri fantini del palco: Jovanotti, Mina, Fabio Concato, Lucio Dalla e Carmen Consoli. Mentre, tra quelle di Massimo Manzi, possiamo annoverare Eddie Gomez e Renato Sellani, Lee Konitz, Pat Merheny e Dave Liebman. Insomma, una carriera artistica difficile da individualizzare e spiegare in poche righe. Ma nel loro trio figura un altro giovanissimo e qualificatissimo personaggio del pesarese. Parliamo del contrabbassista Giacomo Dominici ben avviato in campo discografico e dal vivo. Un “jazz moderno”, un nuovo stile concorde ai vecchi e futuri principi di questa musica.

Urbino Jazz Club, a cura di Davide Marangi